01 gennaio 2011

Nombre Noir: origami notturno

1-1-'11. Un solo numero. Uno. Mentre tutti si apprestano a chiudere il bellezza il 2010 appena trascorso con classifiche sul peggio e sul meglio di quest'anno, tra nicchia e commerciale, tirando somme e dando numeri su numeri, ho deciso di iniziare l'anno nuovo pure io da un solo numero, un numero uno, un numero nero: Nombre Noir.

Ci sono incontri inattesi che ti lasciano senza fiato, che non ti pare vero possano capitare proprio a te. Olfattivamente parlando capita quando all'improvviso trovi una gemma rara su uno scaffale dimenticato che aspettava solo te, te che appena arrivato ti senti quasi chiamare.
Così è stato per Nombre Noir e la mia amica Lady in Black che incredula ha preso in grembo il prezioso prisma nero contenente un eau de parfum come fosse un neonato, fragile e unico. Al momento l'emozione era così forte che l'unica cosa che fu in grado di proferire fu "Mags! Mags!" Il mio sguardo nei suoi occhi sbigottiti si perse poco dopo in quell'effimero tesoro. Incredibile condividere tanto stupore!
Inutile parlare di come le tremavano le mani nel tentare di aprire il flacone ancora intatto dopo decenni. Allora presi l'iniziativa: ero a mia volta smosso dall'incontenibile emozione al sentire lo schiocco del tappo sotto le mie dita. Pochi secondi dopo c'era il silenzio sniffando la meraviglia del profumo ancora intatto dopo un viaggio nel tempo. Perfetto dalla testa al fondo.

Del mito di Nombre Noir da Luca Turin in poi si conosce oramai l'arcano. Eppure il profumo porta in se ancora la sua magia, l'impronta di quello stile inconfondibile che molti anni dopo ha pervaso la creazione della linea Les Salons du Palais Royal.
Nombre Noir nasce nel 1981 per volere di Shiseido che intende lanciare la prima fragranza di stampo occidentale. Gli allora direttori artistici Serge Lutens e Yusui Kumai svilupparono la fragranza in collaborazione con Jean-Yves Leroy naso di casa Shiseido e il packaging con Shuichi Ikeda e Masataka Matsubara che per il parfum prevedeva una confezione di un lusso iperbolico e zen in cui la pura geometria ottagonale del flacone vitreo era annidata tra origami di carta nera finemente pieghettati.
Lutens scelse per la fragranza un'incredibile assoluta di osmanthus naturale surdosata di damasconi sintetici. Questi, riprendono gli aspetti più vinosi della rosa, con sentori di bacche rosse, prugna, legno e tabacco proprio come un buon rosso corposo. Anni dopo esserne rimasto incantato, Luca Turin scrisse di aver perso la magia per questa cabala profumata dopo aver scoperto con alcune analisi che i componenti principali erano quattro tipi di damascone e l'hedione. Questa molecola di sintesi magica, scoperta dei laboratori Firmenich nel 1959, dona un alone radioso come rugiada sui gelsomini a qualsiasi cosa tocchi, come accade in Odeur 53 (1998) di Comme des Garçons in il surdosaggio di hedione rende magica una base di aldeidi e muschi sintetici che altrimenti si potrebbe scambiare per un detersivo.

Abito Origami di Dior Haute Couture
Quello che accade di veramente mistico in Nombre noir è un ikebana secco in cui la rosa notturna ubriaca e densa di damasconi si fa incredibilmente tattile grazie alla "pelle d'albicocca" dell'assoluta di osmanthus, quasi si potesse sentire sotto i polpastrelli il velluto cupo dei petali cangianti su cui sfuggono le gocce di rugiada dell'hedione. Il fascino e la sensualità che ne trasudano sono quelle di un'eroina dark di Mishima, maschera composta in un abito origami nero eppure ardente di moti carnali, sensualità celata, fuoco sotto la cenere, una sensualità così essenziale da essere perfetta anche su un dandy contemporaneo.
La piramide riporta come note di testa: aldeidi, coriandolo, bergamotto, maggiorana, legno di rosa. Note di cuore: rosa, geranio, rizoma d'iris, gelsomino, ylang-ylang, garofano, mughetto, osmanthus. Note di fondo: legno di sandalo, vetiver, miele, ambra, muschio, benzoino, fava tonka, legni di cedro.
Le note sono fittamente cucite tra loro, in un equilibrio mirabile, brevemente introdotte da un'apertura di aldeidi e note verdi che rinforza la sensazione fruttata di ribes rosso e fogliame umido di sottobosco. Fortunatamente le note di testa perfettamente conservate risplendono in tutta la loro freschezza, quasi quelle bacche lucide scintillassero come rubini nell'ombra Sboccia poi pian piano la meraviglia del cuore ebbro in tutta la sua asciutta sontuosità per poi rivelare un fondo solido, quasi un basso continuo di violoncelli e contrabbassi coi loro legni caldi e i loro crescendo resinosi avvolti in leggere volute fumose.
Certo non sapremo mai se il ritiro dal mercato di questa rara bellezza fu per l'alto contenuto di damasconi fotosensibili e quindi altamente degradabili oppure per il packaging costoso o per l'assoluta di osmanthus troppo dispendiosa o ancora per la sfortunata sorte in termini commerciali di essere troppo avanti per essere compresi per quello che con lo sguardo di oggi è certo, fu un profumo profetico che anticipò di decenni tendenze olfattive riprese poi anche da Serge Lutens stesso. Davvero numero uno.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

olalà... che ritmo, che recensione, che magia...

fd

saraprfms ha detto...

Una sola parola: wow!!!
Da una parte è un bene che questa gemma rara sia capitata nelle mani di persone esperte come voi che lo avete scovato e apprezzato come meritava, io che non conoscevo la storia di questo profumo probabilmente non lo avrei notato neanche ad averlo sotto gli occhi...
D'altra parte, adesso che hai spolverato la mia ignoranza su Nombre Noir, dovrò aggiungerlo ahimè nella mia Wish List "profumi ormai introvabili che amerei tanto conoscere", e credo che grande colpa sia da imputare alle recensioni bellissime che regali.

Woody Freak ha detto...

ecco, finalmente, l'ho provato...

Aldeide e rosa, ma non come in chanel no.5, è una rosa diversa, metallica e luminosa.. ricordassi il nome della molecola... c'è l'ho nel naso, ma non nella testa...
Sandalo, vetiver, umidità, terra. Un profumo senza soluzione di continuità tra il terreno freddo ed il sole brillante di un alba primaverile, luminosa, ma fredda; Brillante di rugiada ma con una leggera foschia, passando per una rosellina che sta sbocciando.. tu la guardi mangiando dei mirtilli e delle more succose... potrei azzardare ci sia anche del muschio di quercia.
A parte l'inizio che non è di mio gusto (degradato?), il profumo è perfetto, adorabile, più che nero viola scuro..

Magnifiscent ha detto...

Grazie fd, ma quando si parte da così alte ispirazioni è facile :)
@Saraprfms grazie, anche io non avrei mai sperato di sentirlo un giorno. Mai dire mai :)
@Woody freak no no, il profumo non è degradato, è intatto credimi. L'apertura è comunque la parte meno facile da capire, di un verde secco e aromatico ma volatilissima, dura un battibaleno per lasciar spazio alle molecole rosate. Muschio di quercia nel fondo dici? lo risentirò prestando attenzione :)

WoodyFreak ha detto...

non so se ci sia, ma la sensazione che mi lascia è quella... un ricordo di muschio di quercia... eventualmente cosa potrebbe essere che io interpreto così?

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