23 agosto 2011

Bottega Veneta eau de parfum

"La moda passa, lo stile resta"
Coco Chanel

Nine d'Urso, figlia di Ines de la Fressange by Bruce Weber
Passato ferragosto iniziano i primi segni di ripresa post-vacanze e con la riapertura dei vari negozi arrivano anche le novità per l'autunno. Così lo scorso weekend durante una scorribanda profumosa nella Milano deserta ho finalmente sentito il nuovissimo primo profumo della prestigiosa griffe Bottega Veneta.

Avevo alte aspettative per questo lancio visto che mi piace molto l'immagine chic ma non modaiola di questo marchio del lusso made in Italy che nasce con la pelletteria. Infatti loro cavallo di battaglia è la lavorazione del pellame intrecciato, motivo scelto anche per decorare le candele profumate della serie "intreccio" che qualche anno fa Bottega Veneta aveva prodotto in collaborazione con Artisan Parfumeur.
Anche per questo avevo grandi aspettative, proprio perché quelle candele ispirate ai fastosi ambienti della serenissima mi erano piaciute e non solo: il fatto di avere prodotte con Artisan Parfumeur denotava già un'attenzione particolare al mondo delle fragranze che purtroppo il fashion system oggi non ha più.

Tomas Maier e Michel Almairac
Per una volta l'aspettativa non è stata disattesa. Per una volta una griffe che lancia un profumo, il primo, fatto per durare e non come un capo di prêt à porter che deve far cassa subito e fra sei mesi si butta per passare alla prossima collezione. Per una volta si decide di fare un briefing ispirato dallo stile e dalla tradizione che non destini meno di due dollari per la fragranza contenuta in ciascun flacone.
"Ho immaginato una sala con pavimenti in legno antico, librerie a muro e libri rilegati in pelle, finestre spalancate, la brezza che entra e l’erba tagliata, fieno, muschio, fiori da giardino, che crescevano da una parte all’altra della stanza, dove poi andavano a mischiarsi.
Così descrive l'ispirazione della fragranza Tomas Maier, direttore creativo di Bottega Veneta. A parte le smancerie del marketing e la notevole campagna pubblicitaria firmata da Bruce Weber, la fragranza prodotta da Coty è stata affidata a Michel Almairac (Artisan Parfumeur Voleur de Roses, Paloma Picasso Minotaure, Gucci Rush) di Robertet che fedele ai canoni estetici della Maison ne ha tratto uno chypre cuoiato con eleganti accenti floreali, osando una qualità nelle materie prime che oramai solo pochi grandi nomi come Hermès e Chanel dedicano al commerciale.

La piramide ufficiale riporta note di bergamotto italiano, pepe rosa del Brasile, gelsomino indiano, patchouli indiano e muschio di quercia. Appena spruzzata la fragranza s'illumina con un delicato accordo bergamotto pepe rosa quasi accennato nella luce rosata dell'aurora. Si prolunga poi la nota aromatica, vivace e crespa al tempo stesso con sentori verdi quasi di foglie stropicciate ma le sensazioni sono tutte ovattate, quasi gli odori provenissero da lontano, portati dal vento. Il chiarore poi si trasforma in petali di fiori all'alba, un gelsomino delicato con accenni di violetta che pur mantenendo la sfaccettatura verde delle note di testa, schiude il cuore floreale con la luminosità dell'hedione. Tutto lentamente sfuma in un accordo chypre moderno dominato da un patchouli vellutato che sopperisce alle limitazioni IFRA sul muschio di quercia con una delicata componente scamosciata con traccie di caucciù che riecheggia ad un altra fragranza di Almairac, Armani/Privé Cuir Amethyste, qui epurato degli eccessi canditi e speziati e portata nella dimensione intima di un camoscio grigio perla più che indaco. Infine la componente animale muschiata con sfumature quasi impercettibili di prugna ed ambra sapida rendono la fragranza confortevole e discreta e la fissano sulla pelle per svariate ore.
Michel Almairac, pur non spiccando qui per azzardi creativi, riesce a creare un bell'equilibrio su ciò che resta della struttura classica chypre infondendo alla trama di patchouly un ordito fluido di tessiture floreali in tinte pastello. Prende così vita un aroma sereno, femminile quanto basta seppur portabilissimo da un uomo, che certo non soddisferà le teenager tuttifrutti ma che si indossa volentieri tutte le stagioni come un accessorio in pelle di gran qualità.

2 commenti:

Ele ha detto...

Grazie per la bellissima descrizione. da sentire al più presto!!!

Anonimo ha detto...

Bottega Veneta è un brand che mi sta antipatico, molto antipatico..
Dalla descrizione potrebbe anche piacermi questo profumo, ma non so se riuscirò a passare sopra la mia avversità per loro..
Ma ci proverò giurò... hai scritto Chypre... devo provarci per forza...

Diakranis
AKA
Woody Freak con furore

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