17 settembre 2011

Annick Goutal: Mon Parfum Chéri par Camille

Mon Parfum Chéri è la prima fragranza che mi ero annotato da sentire. Lette l'ispirazione e la piramide composta da  patchouli, prugna, iris, violetta ed heliotropina, ero curioso nonostante la scrittura olfattiva di Isabelle Doyen (parfumeur maison di casa Goutal e di Les Nez) non mi abbia mai trovato molto in sintonia, spesso sbiadita o comunque troppo poco incisiva forse per la mia natura passionale. Men che meno mi aveva convinto l'ultima prova di Le Mimosa dove l'occasione di creare un fiorito vibrante di giallo e con punte di impertinenza verde si era tramutata in una noiosa jelly-bean da ragazzina.
Stavolta però non si scherza mi son detto, la mamma è pur sempre la mamma!

Colette
La fragranza è ispirata ai racconti di Colette "Chéri" tanto amati da Annick ma soprattutto è l'omaggio di Camille Goutal al ricordo della madre nel trentennale di fondazione della Annick Goutal Parfums. Così come Annick dedicò alla piccola Camille a suo tempo Petite Chérie, ora la figlia lancia un profumo importante, che si riallaccia alle texture ricche dei classici della maison come Heure Exquise e Grand Amour. Stavolta Isabelle Doyen snocciola una lezione di storia della profumeria ricreando le atmosfere glamour degli anni quaranta e cinquanta e, forse un'allusione alla carriera di mannequin della giovane Annick,  il fascino della grande couture del tempo a tal punto da evocare anche solo per un istante l'allure del mitico Iris Gris di Jacques Fath.

Mon Parfum Chéri è un piccolo capolavoro per come mille sfaccettature scintillino intorno all'iris fiorentino, diamante prezioso di questo chypre neoretrò dall'eleganza senza tempo. L'apertura infatti ne mette subito in luce la quantità e la qualità impiegate a dir poco imbarazzanti, con una impercettibile speziatura secca e floreale di cannella e chiodo di garofano che scalda i toni erbacei e vegetali del rizoma in bilico tra fiore, lievito e carota. Basta un attimo e la radice subito si fa petalo setoso, vezzo d'altri tempi, tenue cipria alla violetta in quelle belle scatole decorate con tanto di pouff. L'evoluzione potrebbe sembrare evanescente ed invece ecco affacciarsi il patchouli la sua ombra ruvida, appena arrotondato dalla polpa di prugna, ma nulla è sfacciato: è tutto malizia e nonchalance da gran dama che sa fa capitolare solo con lo sguardo. Infine torna la morbidezza di heliotropina, burro d'iris e muschi a ricordare vecchi rossetti e labbra golose di baci cinematografici. Ne risulta un jus suggestivo dall'ottima tenuta, sexy come un paio di mules a tacco alto e ricco di sfumature sussurrate, calibrate al millimetro e che si accosta al corpo impeccabile, come un abito d'alta sartoria in satin duchesse.

5 commenti:

Elena (quella del 3D epico) ha detto...

E' strano, in questo profumo io ho sentito il patchouli molto più dell'iris. Sarà che avevo appena sentito Shem-el-Nessim di Grossmith, che è un ireos gigante e potentissimo.
Ma l'emozione è stata la stessa he racconti tu: una femminilità molto intensa, d'altri tempi.

saraprfms ha detto...

Sono del tuo stesso parere, ho sentito per giorni anche la sola mouillette, che "parlava" da sola e raccontava un grande profumo. Dopo moltissimo tempo penserò a questo A.Goutal, come probabile mio prossimo acquisto! Sai quali saranno i formati Ermano?

Magnifiscent ha detto...

@Elena: essendo uno chypre, Mon Parfum Chéri ha un patchouli ben presente rispetto a Shem-el-nessim. Ma ha anche un iris più asciutto dove nel Grossmith è intinto nel bel fondo orientale. Belli entrambi da usare a seconda dell'umore e dell'occasione :)
@Saraprfms: penso che anche su mouillette avrà una durata infinita. Profumo di grande struttura davvero e mi fa piacere che ti abbia conquistata. I formati credo siano in 100ml edt ed edp. Il mio preferito è l'edp ma provali entrambi e fammi sapere quale ti piace di più :)

nasopercaso ha detto...

Bella e accurata descrizione di questa fragranza che ha colpito anche me. L'accordo patchouli-prugna-rizoma d'iris è davvero di grande effetto. Mi pare però che si stemperi un po' troppo velocemente in polvere sottile di cipria... almeno sulla mia pelle.

gretel ha detto...

Le note,sulla carta, sono lontane dal mio gusto, forse perchè ho il ricordo di certi chypre polverosi, pesanti come certi rossetti indossati da donne siliconate e vagamente isteriche. La tua descrizione, as usual, non mi lascia certo indifferente! non vedo l'ora di sentirlo e far cambiare idea e orizzonti a me medesima riguardo l'iris e un mondo di talco e cipria più vicino a donne eburnee e gentili che a ballerine di fila dei peggiori bar di Caracas.

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