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L'organo di Jean Carles - Museo della profumeria di Grasse Foto presa da qui |
Il principio fondamentale del metodo Jean Carles è che un creatore deve "immaginare" l’effetto olfattivo della sua composizione ancor prima di realizzarla. La traduzione pratica di questa filosofia è uno studio approfondito delle materie prime sia naturali che sintetiche (Roure-Bertrand era rinomata all'epoca anche per le sue ricerche sui sintetici). L’apprendista profumiere deve imparare a riconoscere ogni materia prima sia da sola che assieme ad altre, sia con odori riconducibili allo stesso ambito olfattivo, che con qualsiasi tipo di odore fino a costruire vere e proprie matrici di accordi. Nessuno secondo lui nasce con un naso particolarmente dotato, è solo questione di esercizio continuo e di memoria olfattiva. La citazione iniziale vi da l'idea di quanto fosse esigente a riguardo dato che già all'epoca si lamentava che i nasi suoi contemporanei non fossero così abili come un tempo nel distinguere la provenienza di una essenza naturale. Per capire quanto Jean Carles conoscesse a fondo le essenze vi invito a leggere un post (in francese) di Octavian Coifan a proposito di una fragranza, Elle Elle, composta per Lucien Lelong.
Egli concepiva la profumeria come un'arte che quindi non necessita di un approccio troppo scientifico. Monique Schlienger, sua allieva e poi profumiere e fondatrice di Cinquième Sens, ricorda quanto egli preferisse insegnare a studenti che non avessero una preparazione specifica in chimica, privilegiando soprattutto la creatività.
"Volendo equilibrare troppo un profumo, lo si spegne, si sopprime in lui tutto ciò che da carattere. Non bisogna ne temere ne cercare di evitare una nota dominante in un profumo... Questo "difetto" è stato spesso all'origine di un grande successo"
Lui stesso era solito incitare gli studenti a sperimentare in un clima gioviale allietato dai suoi celebri giochi di prestigio con le carte. Ironia del destino, negli ultimi anni della sua vita Carles divenne via via anosmico senza farne parola se non col figlio Marcel e qualche amico. Pochi comunque se ne accorsero perché grazie alla sua grande esperienza, alla straordinaria conoscenza delle materie prime ed alla logica del suo metodo, incredibilmente continuò a creare fragranze e per questo viene spesso paragonato a Beethoven.
L'influenza sull'industria profumiera
Monsieur Carles ha avuto anche una grande influenza nell'industria profumiera: è grazie a lui col suo metodo compositivo che oggi pensiamo una fragranza come un insieme di accordi secondo la struttura testa-cuore-fondo. Il fondo è la parte più duratura della fragranza, quella di maggior resa sulla pelle. La testa ha il compito di rendere gradevole la fragranza nei primi istanti e di coprire in qualche modo gli avvii delle molecole di fondo, spesso pungenti. I due accordi sono poi legati assieme da modificatori, ovvero sostanze in grado di fare da ponte tra un accordo ed un altro e questo è compito del cuore. Grazie a questa filosofia egli diede vita anche a una serie di basi definite in gergo "coeurs", ovvero accordi usati come fossero materie prime, ancora oggi pesantemente utilizzati nella profumeria. Questi concetti assieme ad una visione artistica della profumeria e alla ricerca di formule snelle ed innovative diventeranno poi il punto di partenza di Edmond Roundnitska nel concepire la profumeria moderna.
Le frequentazioni spagnole
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3 commenti:
diamine sì!!!
adoro leggere queste cose in italiano!
grazie dello sforzo, ci voleva proprio qualcuno che lo facesse!
attendo il seguito...
:-)
fd
Grazie amiche, spero che lo sforzo aiuti a capire in modo semplice un po' di più i riferimenti culturali, i personaggi e le fragranze icona a cui ancora oggi si ispira la profumeria.
A presto con le fragranze mito di Jean Carles :)
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